
Per Mattia Fiore “Pittura e Vita” sono una cosa sola.
I suoi dipinti diventano lo specchio della sua esistenza e tutta la sua opera è volta all’espressione dei sentimenti e riflette, attraverso il colore, le emozioni che l’artista prova di fronte al
mondo. Le sue opere sono l’espressione esteriore della propria interiorità in forma pittorica ed egli vuole trasmettere, attraverso l'arte, il concetto di Bellezza, provando a creare un coinvolgimento emotivo che avvicini i fruitori alla Bellezza, stimolando riflessioni sulla necessita' di educarsi alla Bellezza e alla Bellezza dell'educazione. Fiore nutre un sogno lungimirante ed ambizioso che e' quello di innescare in modo virale ma virtuoso il virus della bellezza nella societa' atraverso il coinvolgimento delle arti e delle genti, generando momenti esperenziali capaci di interessare e coinvolgere ogni tipologia di fruitore.
Tonalità cromatiche intense, estrema sensibilità e amore verso la propria terra, la natura, la vita e l’arte. Tutto questo è Mattia Fiore. La sua è una pittura aniconica, che rifiuta la forma figurativa e dà importanza al gesto spontaneo, impulsivo, immediato, sentito e non pensato.
Nelle sue tele la materia, la gestualità ed il segno sono portate al massimo della tensione e dell’energia vitale e la creatività viene espressa nell’azione e si concretizza nei segni lasciati sulla materia, una scrittura segreta che utilizza segni e colori che, in luogo della parola, descrivono il suo mondo interiore. L'intento di Fiore è quello di rappresentare il mondo dell'inconscio attraverso la vivezza coloristica e la forza espressiva del colore che raccontano un’autentica «gioia di vivere». L’opera si pone come fonte di ispirazione che non pretende di essere portatrice di alcuna verità o saggezza, bensì intende semplicemente attirare l'attenzione dell'osservatore sulle sue “vibrazioni dell'anima” e risvegliarle. Il dipinto diventa così una superficie di proiezione di sentimenti e allo stesso tempo un mezzo per evocarli. Mattia Fiore è un artista la cui ricerca si esprime attraverso una pittura gestuale, astratta e lirica su supporti di diverse tipologie tra cui elementi di uso comune come sacchi di juta e pregiati teli di lino provenienti da corredi nuziali di fine Ottocento, presentati a Palazzo Venezia (Roma), al Terminal Crocieristico di Venezia e nel contesto della 56esima Biennale d’arte di Venezia, presso cui ha creato un’istallazione site-specific delle sue tele morbide negli spazi espositivi Arsenale Docks. Teli di lino che rappresentano per l'artista la materia dell'anima e che si prestano da supporto per proiettare le proprie emozioni e accogliere il suo gesto pittorico, astratto, vibrante, al di là della rappresentazione, che prevede l’intero coinvolgimento corporeo, capace di trasformare ogni tela in una narrazione basata, appunto, sul colore e sulla capacità dello stesso di suscitare emozioni interiori.
